“Le gemme” vuole essere una collezione di quaderni di poesia dedicata a poeti contemporanei opportunamente selezionati, con il proposito di rappresentare una summa della loro poetica. L’intenzione è quella, infatti, di raccogliere le gemme di ogni autore per sintetizzarne il discorso poetico e, al tempo stesso, per facilitarne la diffusione attraverso un formato semplice ma elegante e di immediato impatto visivo.Nella convinzione che non è certo la quantità a determinare la qualità, Progetto Cultura ed io, abbiamo ritenuto qualificante dare vita a questa nuova iniziativa editoriale nella prospettiva di testimoniare momenti di elevata ispirazione poetica, tali da potersi legittimamente inserire nel panorama letterario contemporaneo per la loro unicità e significatività, sia dal punto di vista contenutistico che stilistico.“Le gemme”, pertanto, non vuole essere soltanto una collana di poesia, ma una teca luminosa dove i poeti possono mettere in evidenza i loro tesori.



mercoledì 26 giugno 2013

Marzia Spinelli su Il secondo dono di Sabino Caronia

Al telefono
Al telefono, durante una delle tante conversazioni in cui ci avventuriamo, lui da casa ed io in ufficio, Sabino mi racconta un sacco di cose, alternando letteratura, aneddoti, amicizie e quotidianità; io soprattutto ascolto e la conversazione è piacevole, un po’ surreale,  ma sentita. Tra una citazione e un fatto quotidiano o familiare a un certo punto con guizzo improvviso Sabino dice qualcosa di spiazzante, come ad esempio :“ma sai, la poesia non è la realtà ….”. Resto un po’ perplessa senza aggiungere altro. Più tardi, riflettendo e rileggendo il suo libro,  mi verrebbe da aggiungere:
“perché la poesia è un’altra cosa”. Cosa poi sia è impresa ardua spiegarlo …
Ma penso che il libro di Sabino voglia dirci in parte, se non del tutto, proprio questo.
Certo, nel Secondo dono c’è il suo viaggio dell’anima, personale e intimo, ci sono nostalgie, emozioni, c’è l’infanzia e l’adolescente che rende omaggio a Giove Anxur sull’altura di Terracina: forse il suo specchio di Narciso o l’utero materno ove tornare e annegare e trovare unicità e unitarietà dell’essere. Ci sono inoltre molte figure che aleggiano, femminili e non, ci sono perdite, dolori: l’esigenza, la necessità di tirar fuori l’anima nascosta, segreta e segrete cose …  ma, come Sabino stesso dice, tutto concorre ad essere pretesto per dire qualcos’altro; quel dire della poesia che non è quel che sembra. Dirne anche l’ ambiguità: chi sono questi tanti TU cui si rivolge?e quegli occhi verdi onnipresenti a chi appartengono? La poesia cui Sabino si rivolge prende varie sembianze, concrete perché la poesia lo è, e al tempo stesso ineffabili, ma parte di un tutto nella loro molteplicità: tanti in uno, come tante stanze del mondo da guardare e stanze della poesia nel riattraversamento della tradizione(praticamente tutta), tanto amata e studiata, conosciuta in ogni suo segreto e in ogni sua luce/ombra. C’è dunque la Poesia e il parlare di e con  la Poesia, che è sogno, Bella addormentata da risvegliare, o lasciarla là, nella sua fiaba, per non contaminarla, non sporcarla, rileggerla sì in tanti modi e  solo così farla propria.
Il poeta, l’uomo, se ne va, “inquieto, senza meta … ubriaco di sogni, di speranze, di cielo, come un santo … come umile francescano, in una stanza dentro al tuo cuore, povera, niente lusso, ma pulita..”come la parola che ci dona.
Vorrei aggiungere quel che non  non ho detto ieri sera, perché mi è sfuggito: queste conversazioni sono una  sorta di “interferenza”, in senso creativo, oserei direi montaliana, (tutti ricordano la famosa poesia con la quale l’Autore voleva unicamente rendere omaggio alla Poesia); sono una forma di energia che attraversa il filo del telefono -  (non la mail o  un sms ! ),  un modo quasi desueto ormai, ma assolutamente creativo di interagire con la realtà, che è faticosa, contorta e stremante, cui aggiungere un guizzo, una ribellione, un piccolo incendio alla mediocrità e alle contraddizioni tra le quali ci tocca vivere.  In fondo forse è questo il fine del poeta e di questo sono molto grata a Sabino e alla sua Poesia.

Con affetto e stima
Marzia Spinelli 

19 febbraio 2013

Nessun commento:

Posta un commento