“Le gemme” vuole essere una collezione di quaderni di poesia dedicata a poeti contemporanei opportunamente selezionati, con il proposito di rappresentare una summa della loro poetica. L’intenzione è quella, infatti, di raccogliere le gemme di ogni autore per sintetizzarne il discorso poetico e, al tempo stesso, per facilitarne la diffusione attraverso un formato semplice ma elegante e di immediato impatto visivo.Nella convinzione che non è certo la quantità a determinare la qualità, Progetto Cultura ed io, abbiamo ritenuto qualificante dare vita a questa nuova iniziativa editoriale nella prospettiva di testimoniare momenti di elevata ispirazione poetica, tali da potersi legittimamente inserire nel panorama letterario contemporaneo per la loro unicità e significatività, sia dal punto di vista contenutistico che stilistico.“Le gemme”, pertanto, non vuole essere soltanto una collana di poesia, ma una teca luminosa dove i poeti possono mettere in evidenza i loro tesori.



mercoledì 26 giugno 2013

Luciana Vasile su Il secondo dono di Sabino Caronia

Potrebbe creare una certa difficoltà intervenire dopo le dottissime introduzioni alla silloge di Sabino Caronia: siamo di fronte al filosofo e poeta Luigi Celi e al critico saggista poeta Giorgio Linguaglossa che entrano con competenza nei versi e fra i versi, sono i classici addetti ai lavori. Con Luigi Celi sempre mi trovo d’accordo e anche questa volta non posso che complimentarmi con lui per  l’attenta e accuratissima disamina del testo. A Giorgio Linguaglossa, con il rischio - temo - di essere picchiata, dico che la recensione di “Il secondo dono” nel recente n.54 della rivista “I Fiori del Male”, e ovviamente insieme alle sue parole di oggi che fanno ad essa riferimento, per me è la cosa più bella che di lui abbia letto ed ascoltato. Vi chiederete perché questa istintiva improvvisa odierna passione, quando è risaputo che Giorgio Linguaglossa produce cose dottissime. Perché lui qui ha scritto con il cuore, almeno per un 80%, lasciando solo il resto alla ragione. L’intelletto può regalare cose interessantissime, non discuto, ma a volte la ricerca di un linguaggio complesso e complicato che scivola nel criptico, potrebbe allontanare, come in questo caso, da una poesia invece diretta, che trafigge facendosi  forte del “conosciuto”. Quindi, da lettrice, sono grata a Linguaglossa per come sia riuscito ad illuminare in modo semplice e vero i versi di Sabino Caronia, appunto attingendo dal cuore. E’ ciò che merita questa raccolta, fatta di alta preziosa semplicità, mai ovvia e banale.E’ stata, qui oggi, ribadita più volte la scelta della scrittura di Sabino Caronia, cioè quella di mettere a disposizione del lettore la sua profonda cultura. Con citazioni e rimandi da lui interpretati,  sempre si fa rappresentare da altri, altri poeti in questo caso. Del resto Sabino è stato per tanti anni professore di italiano e latino nei licei, dove ha trasmesso cultura e istruzione alle nuove generazioni – anche io, a dir il vero, quando lo leggo mi sento alunna, molto imparo della letteratura -. E poi non dimentichiamo che è un acuto critico che è abituato a parlare di Altri, anzi ama parlare degli Altri, piuttosto che di se stesso. Il presente di qualsiasi essere umano presuppone il suo passato, quello costruito con la propria storia. Questa potrebbe essere la spiegazione nel mondo del reale, della mera cronaca, senza voler qui approfondire una ricerca più sottile e più delicata nell’interiorità di Caronia che, in altra occasione, mi sono permessa di analizzare o per lo meno di suggerire. Riflessioni sempre del tutto personali  di una lettricearchitetto che, per deformazione professionale e impostazione di metodo, va alla ricerca del progetto e della conseguente sua edificazione. Ma qui, invece, vorrei brevemente accennare come, nel suo irrinunciabile modo di affrontare la scrittura per comunicare, io trovi una profonda differenza fra la sua prosa e la sua poesia. Mentre nella prosa le continue citazioni (nel libro dedicato a Jim Morrison, ad esempio, occupano buona parte del testo) spezzano la narrazione impegnando il lettore su due fronti : l’uno occupato da Sabino Caronia e il secondo da altro scrittore o altro personaggio che interviene nel testo con parole che appaiono slegate perché estrapolate da altri contesti, nella poesia, invece, questo avviene in modo lineare e senza disturbo, anzi è gradevolissimo, completa senza contrapporsi. La poesia stessa si presta meglio a questa operazione perché è fatta di parole che traducono solo flash, di immagini o di stati d’animo. Personalmente sono quindi  grata che Sabino faccia rivivere alcuni autori (come ad esempio Giorgio Caproni, che è fra i miei preferiti) nel regalo di loro versi famosi , e che prende come spunto, per poi mirabilmente svilupparli e farli propri con musicalità, ritmo, armonia. Mi spinge a studiare, ad approfondire. Ecco, che sia proprio questo “Il secondo dono”, questa seconda opportunità che Caronia ci dà di godere ancora di versi che rappresentano la poesia lirica del novecento così piena di suggestioni?
Ultima osservazione è che nella poesia, diversamente dalla prosa, non ci si può nascondere. Quindi Sabino Caronia viene fuori in tutta la sua autenticità, con i  dubbi e le lacerazioni di colui che con la sua fatica di vivere cerca di costruire un senso, una direzione. La prima parte di “Il secondo dono” la trovo più bella e incisiva con le liriche: A Giove Anxun, Innamorati, Come gemma d’anello, Ogni terzo pensiero, Sotto diverso cielo.
Ma, per me, la gemma della raccolta è La stanza, che non può passare inosservata ad un architetto alla quale, quando legge e scrive, piace abitare l’anima.
Concludo proprio con questa  poesia: La stanzaAltra cosa non chiedo dalla vita/che una stanza per me dentro al tuo cuore,/povera, niente lusso, ma pulita,/poco spazio mi basta e poco amore./ Un oceano di stanze interminato/ è l’immenso palazzo del tuo cuore,/non lasciarmi di fuori col passato,/non chiudere la porta al mio dolore.

                                                                                       Luciana Vasile 13 maggio 2013

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