“Le gemme” vuole essere una collezione di quaderni di poesia dedicata a poeti contemporanei opportunamente selezionati, con il proposito di rappresentare una summa della loro poetica. L’intenzione è quella, infatti, di raccogliere le gemme di ogni autore per sintetizzarne il discorso poetico e, al tempo stesso, per facilitarne la diffusione attraverso un formato semplice ma elegante e di immediato impatto visivo.Nella convinzione che non è certo la quantità a determinare la qualità, Progetto Cultura ed io, abbiamo ritenuto qualificante dare vita a questa nuova iniziativa editoriale nella prospettiva di testimoniare momenti di elevata ispirazione poetica, tali da potersi legittimamente inserire nel panorama letterario contemporaneo per la loro unicità e significatività, sia dal punto di vista contenutistico che stilistico.“Le gemme”, pertanto, non vuole essere soltanto una collana di poesia, ma una teca luminosa dove i poeti possono mettere in evidenza i loro tesori.



lunedì 24 giugno 2013

Rita Pacilio su Nelle tue stanze di Marzia Spinelli



Recensione pubblicata a dicembre 2012 sul blog di Rita Pacilio


Le immagini poetiche racchiuse nell'eleganza del verso utilizzato da Marzia Spinelli Nelle tue stanze, plaquette per Le Gemme di Progetto Cultura, a cura di Cinzia Marulli, penetrano i sentimenti oltre il visibile, il condivisibile. Al lettore/interlocutore viene affidato, abilmente, il senso compiuto di un itinerario emozionale e personale dell’assenza. La mancanza di un membro familiare e l’elaborazione dell’abbandono mediano, in poesia, l’accumularsi di diversi piani di ammonimento, analisi, scrupolosa considerazione del compiersi. Le regole retoriche del linguaggio si rassegnano di fronte all'ammasso di numerose voci invisibili e mai smarrite, vissute come tracce plausibili in continua osmós, "spinta, impulso’, per discernere l’atto della vita dal pensiero della morte. L’elegia del significato non ricade nella storia malinconica dell’esperienza personale vissuta dall'autrice, ma si veste di universalità narrante, trascrivendo le cose intorno a sé e dentro di sé come lettura filosofica del simbolo urgente e compagno di viaggio. Spinelli supera le distanze infinite comuni all'umanità, non si smarrisce di fronte alla Madre che vive luoghi e stanze colme di essenza e di verità: si colloca, invece, nell'equilibrio del pensiero del corpo dilatato (Josè Lezama Lima, Eugenio Barba) con la consapevolezza della figlia matura, che rinuncia, che comprende, che riconosce il ciclo vitale e lo accoglie. Gli ambienti sono i punti di partenza e di arrivo: il lettore viene coinvolto nella compassione attiva, un sentimento che in Oriente significa pregnanza empatica, che condivide, dunque simpatetico. I passi dolorosi del lutto traducono altre dimensioni e l’autrice sa contenerli in versi che non sfuggono alla bontà della poesia contemporanea. La celebrazione temporale e fisica del distacco rispetta la ricerca della continua protezione del sé spirituale/intimo per sottolinearne la presenza nel tempo di una memoria che presuppone il contatto con la vita. Non si frantuma il senso del dentro, né quello del fuori. Nelle tue stanze domina con maestria l’eterno esoterico, enigmatico rapporto corpo/anima a cui tende l’universo intero.

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